Il nome, francese, viene dal termine latino crispus (arricciato, ondulato). Le crêpes condividono le origini di altre preparazione a cialda e delle gauffres, ma l’attuale preparazione con la farina di frumento divenne comune solo nel IX secolo. Nel Medioevo erano preparate con acqua e vino al posto del latte.
In Francia sono un simbolo tradizionale di amicizia e alleanza e i mezzadri le offrivano ai loro padroni. Servite tradizionalmente in occasione della Candelora il 2 febbraio, si usava esprimere un desiderio quando si voltava la crêpe nella padella.
La crêpe è un tipo di cialda sottile, morbida ed elastica, cotta su una superficie rovente tonda.
Le crêpes vengono farcite di ripieni vari, dolci o salati e arrotolate su se stesse per racchiuderli. L’impasto è a base di latte, uova e farina. Sono un simbolo della cucina francese, ma sono presenti preparazioni simili in vari paesi d’Europa. La crêpe in Italia viene oggi chiamata anche crespella, ma anticamente questo nome indicava dei tortelli fritti, salati o dolci.
Io al Buongustaio le preparo con un litro di latte, 8 uova, 400 gr. di farina e 120 gr. di burro fuso. L’impasto lo lascio riposare anche un paio d’ore. Per cuocerle ovviamente una creppiera antiaderente ben calda, ad ogni crespella inoltre pulita ed unta leggermente.
La farcitura? Una famosissima ricetta dolce conosciuta in tutto il mondo è la crêpe Suzette tipicamente francese, consiste in una crepe calda preparata con zucchero caramellato, succo d’arancia, scorza d’arancia finemente tritata e liquore, solitamente Grand Marnier incendiato sopra. Ne esistono inoltre svariate versioni da quella alla marmellata a quella con la nutella, ma dando spazio alla fantasia come nei primi di pasta o con la pizza si possono farcire di ogni leccornia, anche salate, con formaggi o crostacei, e per i più raffinati anche con mousse.
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